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Il Campo di Concentramento di Dachau è un monumento della tirannia nazista costruito il 22 Marzo 1933 nell’area occupata dalla vecchia Königlichen Pulver- und Munitionsfabrik Dachau, una fabbrica di polvere da sparo risalente alla prima guerra mondiale.

Inizialmente posto sotto il controllo della polizia bavarese, già dalla sera del 10 Aprile 1933 le famigerate SS rilevarono da quest’ultima il campo e la custodia dei detenuti.

Sotto la direzione del capo supremo delle SS, Heinrich Himmler, il lager divenne il prototipo per tutti i successivi campi di lavoro o sterminio, Auschwitz compreso.

Storia del campo di concentramento di Dachau

Inizialmente programmato per la detenzione dei prigionieri politici allo scopo di “rieducarli” al sistema, dopo i pogrom del 1938 a Dachau la prigionia fu estesa anche a migliaia di ebrei.

Al contrario di quello che succedeva negli altri campi della Germania, all’interno del campo di concentramento di Dachau il terrore era organizzato in maniera sistematica e programmata.

Queste strutture erano diventate di fatto un elemento inscindibile della repressione nazionalsocialista, totalmente fuori dalla giustizia ordinaria, senza i quali la Gestapo, la temuta polizia segreta del partito, non sarebbe mai potuta diventare quella potente organizzazione dedita al terrore che tutti conosciamo.

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Campo di Concentramento di Dachau – Foto: P. Rogondino

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Qui morirono ufficialmente 41.500 persone per stenti, malattie e fame. Tuttavia, data l’occultazione dei registri del campo alla fine della seconda guerra mondiale oltre alle famose marce della morte verso le Alpi e alla mancata iscrizione ai registri di determinate etnie, si suppone con un buon margine che i decessi nel campo non furono meno di 100.000.

L‘organizzazione logistica del lager nonché le sue regole/leggi del tutto prive di scrupoli o pietà verso anche la sola dignità umana furono elaborate da uno dei primi comandanti del campo, Theodor Eicke; il suo “modello pseudo carcerario” venne poi sistematicamente riprodotto e utilizzato in tutti gli altri lager del Reich e dei paesi occupati. Per la sua dedizione al lavoro, Eicke fu nominato successivamente sovrintendente per tutti i campi di concentramento in Germania.

Il Lager di Dachau è rimasto durante la sua esistenza solo una volta chiuso: dal Settembre del 1939 al Febbraio del 1940 qui furono addestrate le unità speciali delle SS Totenkopf (testa di morto).

Tra i deportati, sul più basso gradino della scala sociale del lager c’erano gli ebrei di qualunque nazionalità fossero. Essi erano seguiti, in doveroso ordine di denigrazione, da cechi, polacchi, russi, italiani e francesi. La posizione più privilegiata invece era quella dei detenuti tedeschi ai quali veniva affidata sempre la gestione delle baracche in qualità di Kapo’…. sempre al fine di voler rimarcare la superiorità della razza.

Luoghi del campo di concentramento di Dachau

  • Jourhaus – Al campo di concentramento di Dachau si entrava attraverso la Jourhaus che originariamente era l’unica via di accesso; passando per questa porta ci si imbatteva in uno degli slogan preferiti dalla propaganda nazista, l’agghiacciante motto “Arbei Macht Frei” che tradotto alla lettera vuol dire “Il lavoro rende liberi”. Qui i nuovi arrivati, al fine di spezzare loro la personalità fin da subito, venivano accolti con 25 frustate di benvenuto. È quasi superfluo dire che, dinanzi a tali attenzioni da parte delle SS, alcuni detenuti anziani non sopravvissero.
  • Piazza dell’appello (Appellplatz) – Appena superata la Jourhaus, di fronte a voi potete vedere la piazza dell’appello dove al mattino venivano contati i prigionieri e gli veniva affidato il lavoro da svolgere. Il piazzale era in grado di contenere fino a 50.000 prigionieri. Proseguendo il vostro cammino potrete imbattervi nella iscrizione, tradotta in diverse lingue, che recita: Possa l’esempio di coloro che furono sterminati qui tra il 1933 e il 1945 a causa della loro lotta contro il nazionalsocialismo, unire i contemporanei nella loro difesa della pace e della libertà e nel rispetto della dignità umana. Andando avanti troverete il monumento del memoriale, inaugurato nel 1968 e progettato da un’artista jugoslavo sopravvissuto al campo di concentramento di Dachau, Nandor Gild. Alla fine del monumento potrete trovare un ulteriore piccolo monumento sul quale ci sono scritte le parole “Mai più” in lingua francese, ebraico, inglese, russo e tedesco.
  • Edificio della manutenzione – L’edificio della manutenzione chiude la piazza dell’appello verso sud; sul suo tetto, allo stesso modo della cancellata del Jurhaus, vi era dipinto un ulteriore slogan della propaganda nazista che recitava “C’è un cammino verso la libertà. Le sue tappe sono: l’obbedienza, l’onestà, la pulizia, la sobrietà, la diligenza, l’ordine, lo spirito di sacrificio, la veridicità, l’amore per la patria“. Chissà cosa pensavano i deportati leggendo queste parole… !!! Oggi al suo interno è ospitata la Mostra sulla storia del Campo di Concentramento di Dachau.
  • Bunker – Il Bunker, l’unico edificio ad essere ancora conservato, è un elemento inscindibile del campo di concentramento di Dachau ed al suo interno ospita la mostra che racconta della storia e dell’uso degli edifici del campo nonché della triste sorte capitata ai prigionieri. All’interno le condizioni di detenzione erano le peggiori del campo. Costretti a soggiornare in spazi angusti e così piccoli anche solo per sedersi, i detenuti erano tenuti al buio per giorni o settimane e ricevevano di rado un pasto caldo.
  • Baracche – Tutte le baracche originali del campo di concentramento, 34 in tutto, furono demolite alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Soltanto le prime due sono state ricostruite con l’intenzione di illustrare ai visitatori uno spaccato della cruda realtà che si viveva all’interno del lager. È possibile vedere le fondamenta delle altre baracche lungo la cosiddetta “strada del campo“. Da notare che le baracche furono costruite per sole 6000 persone e che, al momento della liberazione, nel campo vi erano più di 30.000 prigionieri!
  • Forno crematorio – Situato in un luogo appartato al quale l’accesso era riservato ad un numero ristretto di persone, il crematorio serviva ad eliminare i cadaveri del lager. Data l’alta mortalità del campo, i forni crematori praticamente funzionavano sia il giorno che la notte. Al suo interno una lugubre camera a gas era camuffata come locale per le docce. Vicino al crematorio oggi sorge un gruppo di monumenti commemorativi religiosi tra i quali una chiesa cattolica, una protestante ed un memoriale ebraico.

Purtroppo il genocidio compiuto durante la seconda guerra mondiale è una macchia nera, una ferita così profonda nella storia della Germania che non si potrà più cancellare. Ricordare e commemorare i terribili avvenimenti accaduti è nostro dovere.  La dignità, il valore e la personalità di un uomo esigono rispetto senza condizioni, senza distinzioni di razza, religioni e culture.

Come arrivare al campo di concentramento di Dachau

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Imprenditore digitale 100% Made in Puglia, sono un travel blogger e web developer che vive e lavora tra Monaco di Baviera, Tenerife e Bari. Da sempre mi piace descrivere e condividere il mondo che mi circonda, e senza quasi accorgermene ho realizzato per voi un portale di 300 pagine su Monaco di Baviera! Enjoy :)