castello di linderhof
Castello di Linderhof – Foto: www.gohomeandaway.wordpress.com

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Il Castello di Linderhof in Baviera, si trova vicino Oberammergau e non molto distante anche dalla famosa abbazia di Ettal.

Assieme al famoso castello delle favole e al castello di Herrenchiemsee, costituisce una delle creazioni più conosciute di Re Ludwig II, il re delle fiabe.

Tutto l’anno giungono qui visitatori da ogni parte del mondo per ammirare i fasti e lo splendore del Rococò.

Questo controverso sovrano fece costruire il castello al posto della vecchia tenuta di caccia di suo padre, Maximilian II, e di fatto fu l’unico dei tre Castelli della Baviera ad essere stato completato in vita.

I lavori iniziarono nel 1869 per terminare solo nel 1879.

Il nome del castello deriva dall’antichissimo tiglio (in tedesco Linde) che ancora oggi si erge maestoso nel suo parco. Il sovrano volle che l’albero fosse attentamente curato in tutti i periodi dell’anno.

Il Castello di Linderhof fu la residenza dove Ludwig II visse realmente per otto anni, una specie di record se consideriamo l’animo inquieto del sovrano nonché la propensione a cambiare idee ed esigenze molto frequentemente.

Anche se è opinione diffusa che il castello si ispiri alla reggia di Versailles, in realtà l’architetto Georg Dollmann, prese come fonte di ispirazione per il Lindenhof il „Petit Trianon“, sito nel parco della reggia francese. Questa struttura francese però rimase solo un modello di costruzione nei progetti dell’architetto, senza essere imitata fedelmente.

Altre fonti sostengono invece che il vero modello del Linderhof sia stata la Villa Berg di Stoccarda, costruita alla metà del 1800 per la Regina Olga del Württemberg.

Contemporaneamente alla costruzione del castello fu affidato all’architetto Carl v. Effner lo sviluppo degli ampi e raffinatissimi giardini, terminati solo nel 1880. Qui tra la natura lussureggiante adornata da statue ed altri elementi decorativi, il Re Ludwig II fece costruire alcuni piccoli edifici dall’architettura esotica da usare volentieri come rifugi esterni.

La facciata esterna del Linderhof è poggiata su un basamento in bugnato e offre alla vista dei turisti la sua ricca struttura “adornata” con finestre, nicchie, pilastri festonali, trofei sopra le nicchie e tanto altro ancora. Il timpano della struttura è ornato dallo stemma bavarese.

Di fronte la facciata si può vedere il gruppo scultoreo della fontana di Flora in tutta la sua bellezza.

All’interno del castello sono diverse le stanze principali della tenuta, ed io vi consiglio di non perdervele per nessuna ragione al mondo tanto sono belle e particolari.

Vestibolo del castello di Linderhof

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Appena entrati all’interno del castello, sul soffitto del vestibolo non potrete non accorgervi di un meraviglioso stucco dorato che rappresenta un sole al centro di una raggiera dorata con due putti che reggono la scritta „Nec Pluribus Impar“, che in italiano significa “Non Inferiori a Nessuno”.

Questo era il tipico motto dei Borboni così come sempre a questa dinastia riconduce la piccola statua equestre di Luigi XIV di Francia, con gli zoccoli di marmo nero e gli stemmi di Parigi e della Francia in Bronzo dorato.

Stanza degli Arazzi (o Stanza della Musica)

Realizzata sempre su progetto dell’architetto Dollmann, i temi dominanti delle decorazioni e degli arazzi sono le scene bucoliche. In questa stanza inoltre è presente un Aelodion, uno strumento musicale che altro non è che una combinazione tra un armonium ed un pianoforte.

Sala delle Udienze del Linderhof

Nonostante il carattere intimo e privato del Castello di Linderhof, Re Ludwig II non volle assolutamente rinunciare ad alcuni ambienti giudicati essenziali per il cerimoniale di corte.

Per il Re la sala delle udienze aveva una notevole importanza, e questo lo si può dedurre dagli evidenti richiami alla monarchia bavarese.

Qui l’emblematica figura della Baviera viene rappresentata al di sopra del baldacchino del trono.

Gli stucchi sul soffitto sono opera di Th. Bechler e rappresentano gli emblemi di Guerra, Pace, Pittura e Musica.

Se poi ci aggiungiamo che lo stemma bavarese è foderato di ermellino che proverrebbe dal mantello dell’incoronazione di Re Ottone di Grecia, zio di Re Ludwig II, questo vi farà capire il pregio ed il valore di questa stanza.

Camera da Letto del castello di Linderhof

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Castello di Linderhof – Foto: dokuwiki.noctrl.edu

La camera da letto è un qualcosa di davvero notevole; essa sfiora quasi i 100 mq di superficie e diversi architetti come J. Hoffmann e E. Drollinger hanno contribuito al suo aspetto odierno.

Le decorazioni di questa camera non tendono più ad imitare in maniera generica lo stile di Luigi XIV ma sono una copia delle famose “camere opulenti” del Residenz.

Nonostante ci siano molte somiglianze a riguardo, soprattutto nei ricami in oro dell’alcova, sono altrettanto nette le differenze: nel Linderhof il soffitto è affrescato mentre questi stessi affreschi mancano nelle camere originali di Cuvilliés a Monaco.

Gli stucchi dorati del soffitto rappresentano “Meleagro e Atalanta”, “Amore e Psiche” e “Diana e Endimione”.

Sulla parte posteriore del baldacchino si trova lo stemma bavarese affiancato da suonatori di tromba. Inoltre, il dipinto sul soffitto dell’ambiente principale, rappresenta „L’Apoteosi di Luigi XIV“ ad opera di A. Spiess.

Sala da Pranzo del Linderhof

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Sala da pranzo del Castello di Linderhof – Foto: www.liveinternet.ru

Nella sala da pranzo, sono molto belli gli intagli della pannellatura in bianco ed oro dell’artista Ph. Perron che rappresentano le attività produttive dedite a fornire ed imbandire la cucina reale: orticoltura, caccia, pesca, agricoltura e giardinaggio.

Al centro della sala è ospitato invece il famoso Tischlein-deck-dich, altrimenti noto come “il tavolo che si apparecchia da solo” per via di un particolare collegamento diretto con la cucina, la cui funzione era di evitare che la servitù disturbasse il pasto del re.

Sala degli specchi

La sala degli specchi fu progettata dall’architetto G. Dollmann e, udite udite, anche da uno scenografo, tale Joseph de la Paix.

Come modello venne preso il gabinetto degli specchi del Residenz, che venne poi riprodotto con sfarzo maggiore.

Qui potrete scioccarvi notando che i due caminetti sono rivestisti da lapislazzuli. Inoltre il tappeto dell’alcova è realizzato in piume di struzzo ed il tavolo di centro è intarsiato con lapislazzuli, quarzo di ametista e calcedonio.

Questa sala era il rifugio di lettura per il nottambulo Re Ludwig II. La caratteristica peculiare della stanza risiede nel gioco di luci creato dalle candele e dai numerosi specchi, apprezzabile particolarmente nelle sedute di lettura, appunto notturne, di Ludwig II.

La fantastica sontuosità del Castello di Linderhof risiede comunque anche nel meraviglioso parco che lo circonda. Esso si estende su una superficie di 58 ettari.

Caratteristico di questi giardini è l’impiego dei più disparati elementi stilistici: qui si assiste ad una vera e propria mescolanza di stile rinascimentale Italiano con elementi barocchi, inoltre, per certi versi, questo posto ricorda anche lo stile dei giardini all’inglese.

Tra gli elementi caratteristici del parco troviamo:

Grotta di Venere

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Grotta di Venere – Foto: www.pixshark.com

La Grotta di Venere con le sue rocce artificiali che formano l’entrata e l’uscita di questa grotta incantata, fu costruita sul monte Hennenkopf e riproduce una scena del primo atto dell’opera “Tannhäusen” di Richard Wagner. Al suo interno ci sono stalattiti alte 10 metri tra le quali passano luci policrome che danno all’ambiente quel tocco di atmosfera fiabesca che lascia sempre tutti senza fiato. Qui Re Ludwig II solcava le acque sotterranee di questa grotta a bordo di una barchetta a forma di conchiglia dorata, meditava sul “palco reale” provvisto di un trono a forma di conchiglia dal quale poteva abbandonarsi alla visione di questo mondo fantastico.

Chiosco Moresco

Il chiosco moresco fu acquistato nel 1876 dal sovrano dopo la bancarotta del magnate delle ferrovie Strousberg. La costruzione è una struttura di ferro e legno che si erge su due ripiani rialzati rispetto al livello del parco. Al suo esterno una composizione di piante esotiche come palme, melograni ecc., conferisce al chiosco un tocco di orientalità che si sposa bene con il resto della vegetazione circostante. L’interno è riccamente decorato con il “trono dei pavoni”, le lanterne nelle nicchie, incensiere provenienti dalla Persia e tavolini da fumo e da caffè.

Casa Marocchina

La Casa Marocchina fu acquistata nel 1878  all’esposizione mondiale di Parigi dall’architetto Dollmann ovviamente su commissione di Re Ludwig II; con una serie di costosi interventi, una volta smontata e rimontata al Castello di Linderhof, il Re volle dare molto più sfarzo dia all’esterno sia negli ambienti interni. Ai tempi del sovrano. le stanze di questa casa erano chiamate rispettivamente “Salone”, “Fumoir” e “Sala da Pranzo”.

Capanna di Hunding

Eretta nel 1876, la Capanna di Hunding fu costruita ai piedi del monte Kreutzspitze. Questa capanna, copia delle abitazioni primitive delle antiche popolazioni germaniche, fu realizzata seguendo le indicazioni date da Wagner per la scenografia del primo atto della “Valchiria”, ovvero la seconda opera della tetralogia de “L’Anello del Nibelungo”. Al centro dell’abitazione si innalza un tronco con le radici che affondano nella terra ed i rami che trapassano il tetto attraverso alcune fessure. Intorno all’albero, un ambiente montano molto semplice.

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Imprenditore digitale 100% Made in Puglia, sono un travel blogger e web developer che vive e lavora tra Monaco di Baviera, Tenerife e Bari. Da sempre mi piace descrivere e condividere il mondo che mi circonda, e senza quasi accorgermene ho realizzato per voi un portale di 300 pagine su Monaco di Baviera! Enjoy :)