Il Museo Egizio di Monaco di Baviera – Staatliches Museum Ägyptischer Kunst – deve la sua nascita al Duca Albrecht V di Baviera (1528-1579), il quale acquistò in tutta Europa diversi reperti appartenenti a differenti epoche dell’Antico Egitto.

Grazie alla secolare passione per l’arte della famiglia reale dei Wittelsbach, questi reperti nel corso degli anni furono esposti inizialmente in una sala della Glyptothek, per poi trovare la loro definitiva collocazione (prima della nuova sede di Gabelsbergerstraße 35) nel 1970 nel neonato Museo Egizio all’interno della Residenz.

Al suo interno sono esposti reperti di un arco di tempo che va dal 3000 a.C. fino al 400 d.C..

Cosa vedere al museo egizio di Monaco

L’approccio al museo è davvero sorprendente: si entra passando per un portale monumentale in muratura, una riproduzione degli antichi portali che nell’antico Egitto portavano alle tombe dei faraoni.

Tra I tanti “capolavori” esposti nel Museo Egizio, non perdetevi la sfinge del Re Sesostris III, il sarcofago di Herit-Ubechet, la maschera funeraria della Regina Sitdjehuti e al popolare Obelisco di Monaco, un obelisco realizzato al fine di adornare il Tempio di Iside al Campo Marzio di Roma.

Dopo anni di restauri, il museo torna ad essere usufruibile ai visitatori nella sua nuova sede, più grande della precedente, un edificio sotterraneo (che nelle fattezze ricorda anch’esso le tombe dei faraoni) non molto distante da altri musei di Monaco come la Neue Pinakothek  e la Alte Pinakothek.

Il Museo Egizio, nonostante le sofisticate tecnologie, è costruita in maniera decisamente minimalista: i materiali utilizzati per mostrare i reperti si limitano all’acciaio, al cemento a vista e al vetro antiriflesso.

L’effetto che sortisce l’accostamento di un museo così moderno con dei reperti tanto antichi è molto particolare e lascia ai visitatori uno scenario naturale e non forzato.

Foto: findinglife22/instagram

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